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Avvistati i super eroi in chirugia pediatrica!

Se nei film Spiderman si arrampica sui muri, nella realtà scrive addirittura lettere. No, niente lettere d’amore per Gwen Stavy, ma una missiva per Francesco: 4 anni, entusiasmo contagioso, gran fan dell’eroe.

Cosa scrive?
Si scusa, perchè stasera ci saranno i suoi colleghi: Capitan America e Batman, ma non lui. Impegni professionali, specifica.Cosa dice Franci quando la mamma legge la lettera? Sorride e perdona silenziosamente l’assenza del mito senza pensarci troppo, perché, davanti a sè, compaiono i due eroici colleghi dell’uomo ragno in carne ed ossa.


Alti, maestosi, e un po’ stretti nei loro costumi, sono venuti a salutare proprio lui.
A dirla tutta, non solo lui, ma anche altri 15 bambini, i pazienti della Chirurgia Pediatrica di Padova.
Oggi la sala è popolata di eroi: Batman, Capitan America, l’educatore Fabio, la psicologa Benedetta, Caterina e Mara dell’Associazione Puzzle; e infine, gli eroi più eroi di tutti: mamme e papà.

Senza nulla togliere ad ognuno di loro però, direi che è decisamente dovuto attribuire il ruolo di stars della serata a Geco, Gufetta e Gatto Boy: i 3 pigiamasks.
È Alice che li accoglie tutti e tre nella sua stanza, chiamandoli nome per nome. Accarezza le loro mani giganti, soffermandosi sulla sua preferita: la bella Gufetta.
Pupazzi enormi, colorati, usciti direttamente dal canale 43 della televisione si trovano in un luogo dove nessuno dei pazienti se li sarebbe mai aspettati.
É così semplice indossare un costume colorato, investire poco più di un’ora del proprio tempo e girare per dei corridori di un ospedale. Ma quello che vi premerà sapere è: perché lo si fa?

Sicuramente questi bambini non li salveremo indossando i panni di un cartone animato e non restituiremo nessun sollievo concreto e duraturo ai genitori. Questo arduo, quanto lodevole compito, spetta ogni giorno al personale medico.
Cosa lasciamo allora? Un attimo di spensieratezza che si prolunga in un piacevole ricordo.
Sicuramente Alice non avrebbe mai pensato che in un ospedale, tra i tubi, la paura e la nostalgia della normalità, si potessero incontrare i superiori del cuore.
E Francesco? Stasera, al telefono, quando il papà gli chiederà com’è andata oggi e cos’è successo, racconterà semplicemente che è andata alla grande: Spiderman gli ha mandato una lettera! E capitan America gli ha stretto la mano!


Per quanto possa risuonare come una banalità, spesso un attimo di gioia oscura ore di malessere.

E questo non vale solo per Francesco, Alice e tutti gli altri; ma anche per noi animatori, che per un’ora quella sera abbiamo dimenticato tutto il resto e ci siamo emozionati.
Per noi ragazzi dello Junior Camp quest’invasione eroica è stata un’emozione che ci ha fatto semplicemente bene.
Per questo, vogliamo ringraziare di cuore Associazione Puzzle, che rende reale tutto questo, Fantasilandia, che ci ha donato dei costumi incredibili, e infine la nostra Caterina per questa proposta unica.

Grazie puzzle, ti vogliamo bene. Alla prossima!

Francesca Rampin